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parole che rotolano, immagini che catturano, luoghi da conoscere, emozioni da vivere…

Domenica 5 novembre 2017 ~ Navighiamo al Panperduto

Il primo appuntamento de “Gli Amici di elysArte” si terrà DOMENICA 5 NOVEMBRE 2017 per una suggestiva navigazione con guida a bordo alle Dighe del Panperduto!

Giungendo in questo luogo si rimane incantati dal paesaggio: l’acqua è la protagonista assoluta, se ne percepisce la maestosità e la potenza; lo sguardo viene attratto dalla complessità dei percorsi da essa compiuti fra l’ambiente fluviale e le opere di derivazione e canalizzazione. Durante questo tour in barca, vi accompagneremo alla scoperta della diga del Panperduto, dell’Opera di Presa e tutto il complesso sistema idrico che qui si sviluppa, dall’inizio della sua storia ai giorni nostri, dove ancora oggi ricopre un ruolo fondamentale sia nell’economia che nella cultura del territorio.

Programma

Ore 13.45 Ritrovo al Panperduto.
Ore 14.15 Imbarco davanti all’ostello. Concata, navigazione sul fiume Ticino fino a Porto della Torre. Concata del Panperduto e navigazione in bacino. Sbarco davanti all’ostello.

La visita guidata in barca sarà tenuta da una guida del Parco del Ticino.

Tariffe

Costo al pubblico 10,00 € a persona
I bambini dai 5 ai 10 anni pagano 5,00 €
Per i bambini sotto i 4 anni gratuito

Prenotazione obbligatoria e pagamento anticipato entro sabato 28 ottobre 2017.

L’imbarcazione “Verdi” è coperta e riscaldata, la visita in barca partirà al raggiungimento di almeno 20 partecipanti, il tour e la navigazione è sempre garantito salvo avverse condizioni idrometriche o meteorologiche.

È necessario presentarsi 15 minuti prima della partenza presso l’Info Point / Bar Caffetteria del Panperduto per ritirare i biglietti, pena la perdita della prenotazione e del posto in barca.

Per informazioni e prenotazioni contattatemi!

Elisa Zanoni, Guida e Accompagnatore Turistico
M +39 349 83 93 984 – elysa.zanoni@gmail.com – http://www.elysarte.com

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Domenica 10 settembre 2017 ~ Alla scoperta del popolo di pietra!

Una speciale visita guidata dedicata ai grandi e ai più piccoli per
conoscere la Bellezza vicina di casa e perchè no … anche divertirci!

Camminando in mezzo ad un vero e proprio popolo di pietra piantato tanti anni fa
nel cuore della città, ripercorreremo la storia del Domm de Milan e scopriremo insieme
dettagli e personaggi nascosti tra le splendide venature bianco-rosate di quel marmo
che da oltre 600 anni sostiene l’anima della cattedrale.

Programma

Ore 15.30. Ci incontriamo a Milano, in Piazza Duomo 14/A presso l’ingresso della Biglietteria Centrale, (fianco destro della cattedrale). Ci spostiamo per la salita in ascensore sulle Terrazze e iniziare insieme la visita guidata. Durata della visita guidata: 1 ora circa.

Ore 17.00 circa Fine dei servizi

TARIFFE

Adulti: 19 euro
Bambini dai 6 ai 12 anni: 9 euro
Bambini fino ai 6 anni: gratuito

Per i bambini fino ai 6 anni e dai 6 ai 12 anni è richiesta documentazione
La quota comprende: salita alle Terrazze in ascensore, materiale didattico, visita guidata

Numero massimo di partecipanti: 25 pax

Iscrizioni valide fino ad esaurimento posti disponibili

Per informazioni e iscrizioni:

Elisa Zanoni, Guida e Accompagnatore Turistico
M +39 349 83 93 984 – elysa.zanoni@gmail.comhttp://www.elysarte.com

Geometrie e cattedrali di vetro

Per una laureata in storia dell’arte medievale i grattacieli sono cattedrali di vetro, distese infinite che si alzano verso il cielo, a voler dire anche loro qualcosa, come i loro antenati.

E’ il nuovo disegno delle città, quello che tutti chiamano “skyline”, una sottile linea che scivola e compone curve, spigoli, rette, che crea paradossali geometrie, specchi riflessi e trasparenze.

Dopo aver partecipato ad un Workshop di Street Photography a Milano con Matteo Abbondanza sento come un’irrefrenabile voglia di catturare le geometrie di queste cattedrali di vetro. La passione con cui Matteo cattura la realtà che lo circonda, la maniacale eppure così attraente ricerca della perfezione geometrica, accendono qualcosa … chiamatela ispirazione, curiosità, voglia di uscire.

La cosa straordinaria è che la visione di un altro stimola sempre nuove visioni, nuove domande.

E’ come se improvvisamente mi fossi rivista sui banchi del Liceo Artistico, alla ricerca di quella perfezione di linee, di geometrie, di colori. Una perfezione che cerco ostinatamente di mantenere nella quotidianità delle mie giornate: l’ordine della mia casa, del mio armadio, il cibo nella dispensa …

In primis, quindi, sono attirata da questa maniacale ricerca di perfezione.

E poi una domanda: come vedo io, Elisa Zanoni, guida turistica, laureata in storia dell’arte medievale, questa nuova realtà fatta di vetro? Qual è il mio sguardo?

Così, come sempre mi succede, mi sono messa in gioco.

Perché in fondo sono ancora una bambina: ho antenne sensoriali molto fini per accogliere tutti gli stimoli di questo mondo. E appena li avverto, li afferro per mano fino a quando non mi pongo una domanda e non ho trovato un’adeguata risposta.

Cerco un compagno di viaggio, come sempre. Scelgo Roberto. E’ da un po’ che non giro la città con questo “rompipalle” fotoamatore. Lui è il mio turista, io la sua guida turistica che “fa qualcosa con la macchina fotografica”.

Prima tappa: CityLife. MM5 Viola. Fermata “Tre Torri”.

1920. Sulle macerie lasciate dalla guerra, terminata solo due anni prima, l’Italia sente l’esigenza di ricostruirsi un futuro. In questo clima, otto uomini d’affari assecondano il nuovo slancio imprenditoriale organizzando la prima Fiera Campionaria Italiana, con sede a Milano.

2005. 85 anni dopo questa prima Fiera Campionaria, viene inaugurato il nuovo polo fieristico di Rho-Pero firmato da Massimiliano Fuksas. Il trasferimento della Fiera fuori Milano ha comportato un duplice beneficio per la città: l’eliminazione dei picchi di traffico e la liberazione di un’area di pregio.

Nel 2004 si conclude la gara internazionale per la riqualificazione del vecchio quartiere fieristico, volta a ricreare una connettività senza precedenti con il contesto urbano circostante. Vince il concorso “CityLife”, un progetto definito il “Portale d’Europa”. Tra il 2007 e il 2008 si svolge l’importante opera di demolizione e bonifica dei 20 padiglioni fieristici, per un volume totale di 2,5 milioni di metri cubi.

CityLife costituisce una delle aree di intervento urbanistico più grandi d’Europa, con un mix bilanciato di servizi privati e pubblici. A firmarlo sono tre architetti di fama internazionale, Zaha Hadid, Daniel Libeskind e Arata Isozaki.

Il Dritto, lo Storto e il Curvo. Sembrano tre personaggi sbucati da qualche favola. In realtà sono i soprannomi delle Tre Torri che svettano in questo nuovo quartiere, i giganti trasparenti e contorti che subito attirano lo sguardo verso l’alto.

Il Dritto. Questa torre, meglio nota come “Torre Allianz” porta la firma di Andrea Maffei e Arata Isozaki, l’architetto giapponese già autore in Italia del progetto per il Palasport Olimpico di Torino. Un modulo di sei piani di facciata ricurva che, nel suo susseguirsi, si ripete all’infinito verso il cielo, porta questa torre all’altezza di 202 metri.

Lo Storto o “Torre Generali”- 170 metri di altezza – è opera dell’architetto anglo-irachena Zaha Hadid, che non vedrà mai realizzata la sua creatura di vetro, perché viene a mancare nel 2016. Ha un sinuoso portamento dinamico, un andamento tortile, in fondo anche un po’ affascinante.

Il Curvo, che ancora non è sbucato dalle viscere della terra, è opera di Daniel Libeskind. Avrà un’altezza di 175 metri di altezza e probabilmente ospiterà offici o una struttura alberghiera o residenziale.

Poi ci sono le residenze, le residenze che il mio amico Daniele definirebbe “da gran Signori”.

Le residenze di Zaha Hadid hanno qualcosa che ricorda le navi da crociera, come mi fa notare giustamente Roberto. Sono fluide, leggere … eleganti.

Lo stesso vale per le residenze di Daniel Libeskind, un arcipelago residenziale dove l’alternanza dei materiali di facciata e l’andamento verticale degli allineamenti conferisce agli edifici un’immagine scultorea.

Inizio a sdraiarmi, appoggiarmi ovunque, muovermi, cercare l’anima dannatamente geometrica e perfetta di questo quartiere.

Seconda tappa: Porta Garibaldi.

Il Progetto Porta Nuova è un vasto intervento di riqualificazione urbana ed architettonica all’interno del Centro Direzionale di Milano, il quartiere a carattere terziario che si estende dalla stazione ferroviaria di Milano Porta Garibaldi a piazza della Repubblica, da Porta Nuova a Palazzo Lombardia, passando per via Melchiorre Gioia. Principale obiettivo dell’opera è ricucire, attraverso il potenziamento del Centro Direzionale, i quartieri di Porta Nuova (comprensiva dell’area delle ex-Varesine), Porta Garibaldi e Isola.

Baricentro dell’intera zona è il parco pubblico chiamato Giardini di Porta Nuova, attorno al quale sono disposti i tre ambiti separati del progetto, ossia Porta Nuova Garibaldi, Porta Nuova Varesine e Porta Nuova Isola. L’edificazione del complesso di Porta Nuova è iniziata nel 2005 e la sua esecuzione si è protratta per circa un decennio.

Il complesso conta oltre venti edifici tra grattacieli, uffici, centri culturali e ville urbane.

Anche qui l’altezza è padrona di casa. E così incontriamo qualche altro gigante trasparente.

Una serie di palazzi ecosostenibili in vetro e ferro, progettati dall’architetto argentino Cesar Pelli e disposti attorno ad un podio circolare, piazza Gae Aulenti, culminano nella Torre Unicredit, il più alto grattacielo d’Italia, con i suoi 231 metri, 80 dei quali conferiti da un sinuoso dettaglio architettonico detto Spire, che significa Guglia. Quasi a voler comunicare con le statue delle Guglie del Duomo che in lontananza la fronteggiano.

Il vetro di questa torre crea un bel contrasto con il legno dell’Unicredit Pavilion. Firmato dallo stesso architetto del padiglione Zero di Expo,  Michele De Lucchi, è concepito come un ideale seme posto al confine tra piazza Gae Aulenti e i Giardini di Porta Nuova, composto da un nucleo in cemento armato e uno scheletro di legno con nessuna colonna all’interno. La sua funzione è prevalentemente quella di luogo per conferenze, congressi, concerti, esposizioni, performance e seminari.

Tra via Melchiorre Gioia e il business district della Torre Diamante si ergono tre torri residenziali di altezze differenti, disposte anch’esse intorno al proprio podio, ovvero piazza Alvar Aalto.

Torre Solaria che con i suoi 143 metri è l’edificio residenziale più alto d’Italia; Torre Solea, che si sviluppa su 15 piani residenziali, più un piano commerciale a doppia altezza sul podio e uno al piano terra; Torre Aria con 17 piani sopra il podio.

Qui mi sdraio per terra, incurante dei passanti. In fondo siamo a Milano, non sembrerà poi così strano. Il cielo sopra le nostre teste inizia a diventare sempre più grigio, fino a quando inizia a piovere.

Ci rifugiamo sotto l’Edificio detto Showroom o Armonica e osserviamo le persone che passano: adoro questi momenti, li vivrei all’infinito. Osservare le persone, la vita che ti scorre davanti.

Poi torna il sole. Ci sono ancora il Bosco Verticale e il nuovo Palazzo della Regione Lombardia che ci aspettano ma è ora di tornare a casa.

Di solito non guardo mai subito gli scatti della giornata, li lascio “decantare” per qualche giorno. Ma quello era il giorno della maniacale ricerca di perfezione e non ho resistito.

Sono soddisfatta? No, non abbastanza. Ho ancora sete di geometrie, di linee, di vetro, ma non solo. Una delle qualità più irresistibili di noi essere umani? Lasciarci rapire dalle nostre passioni.

 

Impressioni

Sapete qual è il sogno più bello di una guida turistica?

Vedere l’Arte trasformarsi in realtà.

L’ho studiata sui libri, l’ho ammirata in musei e mostre ma vedere l’Arte prendere vita, questa sì che è un’esperienza unica! E la cosa straordinaria è che non ho dovuto attraversare oceani, prendere treni o aerei. Questo miracolo è successo vicino a casa, a Somma Lombardo, alla diga del Panperduto.

Lo affermo sempre: cerchiamo l’oro lontano, ma il vero tesoro è più vicino di quanto pensiamo.

Adoro questi momenti, in cui un semplice pomeriggio in compagnia di buoni amici, si trasforma in una favola, una magia, che vorresti rivivere all’infinito.

Fremo ancora mentre scrivo questo racconto, sono euforica come una bambina quando apre un bel regalo.

Quando ho visitato la diga del Panperduto quasi un anno fa, mi sono iscritta alla Newsletter dal sito web www.panperduto.it. In fondo è un ottimo strumento per andare alla ricerca di esperienze ed eventi.

“Impressioni del Panperduto. Passeggiata tra natura e Impressionismo, incontrando gli artisti e l’atmosfera di quell’epoca” recita la locandina dell’evento di domenica 18 giugno. L’occasione è la prima Giornata Nazionale dei Piccoli Musei, che mira a celebrare questo luogo fatto di natura, architettura e storia qual è il Panperduto.

Mi sono subito detta: non posso mancare!

  

Così insieme a Stefano, Max, Laura, Mauro e la sua famiglia, siamo andati alla scoperta di questa bella iniziativa. Si parte con la visita guidata alla diga del Panperduto, condotta da Claudia Tramarin (che non-a-caso conosco) e poi grazie alla collaborazione con l’Associazione “Quelli del Sessantatre” di Somma Lombardo ecco che figuranti in costume ottocentesco si trasformano in veri e propri quadri viventi, riproponendo le opere dei maggiori esponenti dell’Impressionismo francese, artisti come Renoir, Van Gogh, Pissarro, Monet.

Subito inizio a scattare fotografie, fagocitata dalla Bellezza che mi avvolge. Insomma quelle persone, con i loro vestiti, i loro colori, le loro espressioni … insomma … sono dei veri e propri capolavori! Cioè, voglio dire, è una magia: e non si provano le sensazioni che si ascoltano di fronte ad un quadro, questa è un’emozione nuova, che non ho mai provato!

Perché la cosa straordinaria è che non siamo a Parigi, non c’è Van Gogh, i personaggi ritratti non parlano francese … eppure è tutto così … maledettamente reale, vivo, vero!

  

Sarei stata le ore ad ammirare tutta questa Bellezza, così genuina, così umana.

Questo è quello di cui ha bisogno il mondo. Pennellate di colore che emozionano. Persone che con il loro amore, la loro passione, la loro amicizia trasmettono questo colore. E in questo caso quel colore che è protagonista della pittura Impressionista. Quella pittura che si impasta con il molle respiro della natura, che ferma il mondo così come è colto dall’occhio e ne registra le impressioni … proprio come l’obiettivo della macchina fotografica!

Sì, perché è la fotografia, la cui invenzione si fa convenzionalmente risalire agli inizi del 1800, che contamina la pittura e proprio in queste contaminazioni si colloca il movimento Impressionista.

E se vi dicessi che nel 1874 la prima di una serie di otto esposizioni note come impressioniste si è svolta nello studio di un fotografo di nome Gaspard-Félix Tournachon, in arte Nadar?

Siamo tutti collegati.

Per la pittura impressionista è determinante dipingere en plein air, all’aria aperta, perché soltanto così, osservando le cose sotto una diretta luce naturale, si può arrivare ad una resa adeguata e non convenzionale del mondo reale così come effettivamente si vede.  L’occhio del pittore funziona come l’obiettivo fotografico: mira a un motivo, cioè a un soggetto naturale, molto spesso scelto per la complessità dei suoi effetti di luce e di ombra, e si sforza di coglierne con la massima precisione i valori cromatici, per restituirli nel modo più puntuale sulla tela.

Amici fotoamatori cosa ne pensate?

L’esperienza del plein air dimostra a Monet e agli artisti che lo seguono essenzialmente due cose: in natura i contorni non esistono; i colori delle cose si influenzano reciprocamente nelle parti in cui si trovano più vicini. L’applicazione di tali osservazioni si risolve in quadri molto confusi per chi era abituato a una pittura basata su un disegno che delimita nettamente i colori. Le ombre, inoltre, non sono più ottenute, come da consuetudine accademica, aggiungendo nero, cioè attraverso il chiaroscuro, ma accostando colori di diverso valore tonale.

Così nei dipinti di Claude Monet i soggetti passano in secondo piano rispetto alla maniera con la quale sono raffigurati. Al centro dell’interesse del pittore è il linguaggio, la maniera pittorica, volti a una composizione che da un punto di vista ottico corrisponda nel modo più oggettivo a quanto l’occhio ha effettivamente visto.

Insomma la pittura di Monet è la pittura della realtà: a lui interessa restituire con il mezzo specifico della pittura – il colore – la propria percezione fisica della realtà.

Nello studio del maestro accademico Charles Gleyre, Monet conosce un altro dei massimi esponenti dell’Impressionismo: Pierre-Auguste Renoir. Lui si diverte a collocare i suoi modelli sotto gli alberi, dove il sole, filtrando tra le foglie, li punteggia di macchie luminose. Lui studia la varietà di comportamenti dei suoi personaggi, le luci e i colori del luogo e le traduce sulla tela con linee curve, a spirale: il risultato è una pittura dolcemente chiazzata che crea un insieme offuscato, quasi liquido, di cangianti campi luminosi.

E poi … poi nel 1888 arriva a Parigi Vincent Van Gogh, l’artista maledetto che inizia a dipingere a soli 27 anni e muore suicidandosi 10 anni dopo, a 37 anni! 10 anni vissuti tra angoscia ed euforia, una carriera breve ma intensa. Intensa come i suoi colori che si trasformano per suscitare emozioni. Anche lui è interessato al significato umano di quello che rappresenta. E anche nei suoi dipinti ogni elemento appare fluttuante, vibrante, carico di energia, grazie ad una tecnica originale basata su pennellate turbinose e dense, colori intensi e contrastanti, deformazioni dei soggetti appositamente ricercate.

Bene, come sempre mi lascio trasportare dall’entusiasmo.

Starei le ore a scrivere ma è ora di ammirare!

Sapete cos’è la cosa straordinaria delle immagini che vedrete?

Se ascoltate bene, ancora oggi, come nel 1800, realtà, fotografia e pittura stanno chiacchierando, silenziose. Ascoltatele.

 

“Mosaico Fotografico”

Conosco la Pro Loco di Robecco sul Naviglio da molti anni.
Posso dire che grazie a loro ho iniziato a raccontare l’arte vicina di casa.
I primi passi da guida li ho mossi qui, lungo le sponde del Naviglio Grande, tra le splendide ville che si affacciano sul canale. E la cosa straordinaria è che ancora oggi ci sono realtà come queste che si trasformano in veri e propri ambasciatori di questa bellezza e che continuano ad impegnarsi per diffonderla e condividerla.
Sono Francesco Mascia e Claudia Tramarin della Pro Loco di Robecco sul Naviglio che mi invitano ad esporre all’evento “RipArte – Arte sulla riva”, domenica 28 maggio 2017.
Questa volta espongo 8 foto. “Mosaico Fotografico”.
Tessere di colori diversi che si avvicinano a formare una sorta di mosaico.
Sono foto che nascono in momenti diversi, non sono collegate tra loro.
Mi piace l’idea di lasciare questa libertà.
Scattate dalla stessa persona ma libere tra loro.
Per questa mostra mi affido all’esperienza di Giuseppe, Gilberto, Mauro e alla creatività e follia di Gianmario e del suo drone.
Vedere le proprie foto insieme a qualcuno che ha più esperienza è sempre utile.
Ti aiuta a diventare critico, a capire gli sbagli, come migliorare, cosa valorizzare, come creare.
Insieme a Gianmario mi sono divertita a creare questa scena: in un campetto di calcio io e la mia squadra fotografica ci impegniamo per vincere!

 

“Lo sguardo oltre la guida”

La mostra “Lo sguardo oltre la guida” nasce da una chiaccherata tra me, Raffaella e Valeria.
A Galliate il Bar km0 Caffè, in collaborazione con Raffaella Bozzola, organizzatrice di eventi e il fotografo Emiliano Maiolo, ospita mensilmente mostre fotografiche di persone appassionate di fotografia.
Ho conosociuto Raffaella in un viaggio a Londra organizzato da Valeria, meglio conosciuta come HappyValery.
Quando Raffaella ha visto i miei scatti londinesi mi ha proposto di esporre la mia passione.
Non vi nascondo la mia preoccupazione: la gestione del tempo, i contatti per le stampe, la scelta delle foto.
Ma grazie al supporto e alla collaborazione di Raffaella e Valeria in 15 giorni la mostra è fatta.
Il titolo lo abbiamo deciso insieme.
Sono guida e accompagnatore turistico e così ho pensato che tutti gli scatti che avrei esposto sarebbero state immagini che ho catturato quando non sono al lavoro o dopo il lavoro.
20 scatti. Architettura. Dettagli. Persone.
Tre tematiche che sento molto affini alla mia personalità, al mio modo di essere e che desidero continuare a sviluppare.

Dopo qualche settimana vengo contattata da Emanuela, educatrice alla casa di riposo San Francesco di Novara che mi chiede di andare a trovarla per vedere la nuova location della mostra “Lo sguardo oltre la guida”.
Un luogo davvero singolare: una casa di cura.
La semplicità di mostrare delle immagini che possano stimolare, stupire, accogliere lo sguardo degli ospiti che quotidianamente vivono questa realtà mi ha spinto ha dire di sì ad Emanuela.
Dopo Galliate, la mostra si trasferisce a Novara.
Appena io ed Emanuela esponiamo le prime foto alcuni ospiti curiosi iniziano a guardarle.
Un ospite originario di Milano riconosce subito le guglie del “Domm de Milan”.
Ecco, questa è una cosa bellissima: sapere che qualcuno può identificarsi in uno scatto.

 

            

Ritratti di Famiglia

Tra i regali di questo Natale, arrivano un nuovo obiettivo e un flash per la macchina fotografica.

Posso dire solo GRAZIE perché con questi nuovi strumenti ho la possibilità di continuare a conoscere questa mia passione che è la fotografia e sperimentare nuovi modi di osservare e catturare la realtà che mi circonda.

Così mi sono messa all’opera e ho iniziato a giocare nell’occasione più tradizionale del Natale: a casa della nonna, a pranzo, tra una portata e l’altra ho voluto “fermare” i volti a me più cari: mio fratello, le mie cugine, mio papà …

Ho ancora tanta strada da fare ma sono contenta del risultato.

A parte la tecnica, quei volti hanno il colore, l’espressione, la magia che io vedo nei loro occhi, nei loro sorrisi, nei loro dettagli e che le rendono persone semplicemente uniche.

Quando le guardo sento un bellissimo calore che mi arriva al cuore.

Per tutto l’anno ciascuno intraprende il suo cammino, la sua strada e i momenti per stare insieme alla famiglia, quella Vera, quella in cui sei nata e cresciuta, diventano sempre più rari.

Così tutta la nostalgia di questa forte Presenza e l’affetto che provo per loro l’ho riversato con forza e dolcezza nei miei scatti, come un fiume in piena.

In ambito fotografico non avevo ancora sbirciato nel settore “ritratti”.

Lo ritenevo non abbastanza all’altezza per me, troppo difficile.

Ma ora che guardo quei volti, ho capito che è arrivato il momento di guardare più in là, oltre il confine dei limiti che troppo spesso noi esseri umani ci poniamo.

E a dirmelo è stata ancora una volta quella Famiglia, così lontana eppure così vicina.

Quella Famiglia che si merita il posto tra i “Racconti” del mio blog.

Perché in fondo la Famiglia è questo: una bellissima storia da conservare e tramandare.

 

 

Infine, i ringraziamenti …

A mio papà, da cui ho ereditato la passione per la Fotografia

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A Stefano, il mio compagno di viaggio, per avermi regalato il nuovo obiettivo e non solo …

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A Simone e Laura per avermi regalato il flash e non solo …

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Domenica 15 gennaio 2017 ~ Un pomeriggio in compagnia di … Leonardo da Vinci!

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Chi era Leonardo da Vinci?

Pittore, inventore, ingegnere, scienzato, architetto, musicista e tanto altro ancora … insomma una personalità davvero straordinaria, poliedrica e geniale!

Dopo le feste natalizie elysArte propone una visita guidata alla scoperta del Leonardo inventore e ingegnere attraverso i modelli delle sue “macchine”, custodite allʼinterno dello storico Mulino di Morabassa, nelle campagne vigevanesi.

Programma

Ore 15.00 Ritrovo presso il Mulino di Morabassa, strada Morabassa, Vigevano

Iniziamo la visita guidata con unʼintroduzione sulla personalità e sul mondo di Leonardo da Vinci, per poi addentrarci nel regno delle sue “macchine”.

I modelli, costruiti in legno come nel Quattrocento, sono perfettamente funzionanti e permettono a grandi e piccoli di toccare, capire, avvicinarsi al genio fiorentino!

Uno spazio museale dove non esistono le regole dei musei tradizionali: i libri si possono sfogliare, tutto è a portata di mano e tutte le volte che si ritorna, si scoprono cose nuove!

Ore 17.00 circa Fine dei servizi

TARIFFE

Adulti: 9 euro
Famiglie:
2 adulti e 1 bambino da 5 a 12 anni: 24 euro
2 adulti e 2 bambini da 5 a 12 anni: 29 euro
Bambini da 0 a 5 anni: gratuito

La quota comprende: ingresso al Mulino di Morabassa, visita guidata.

Iscrizione obbligatoria, con pagamento anticipato, entro giovedì 12 gennaio 2016.

Per informazioni e iscrizioni:

Elisa Zanoni
Guida Turistica e Accompagnatore Turistico

M +39 349 83 93 984
elysa.zanoni@gmail.com

Scarica la locandina del programma!

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Domenica 20 novembre 2016 ~ Benvenuti in … Galleria!

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Un’opera d’arte, un monumento, può essere ammirato e raccontato da tanti punti di vista.
Solitamente camminiamo sotto di essa, tra le sue braccia, avvolti dalle sue eleganti forme architettoniche, impreziosite dalle sue raffinate decorazioni e soprattutto dalla luce che riflette sulle sue superfici e dentro i suoi negozi e i suoi locali storici.
Questa volta saliamo sopra il “Salotto di Milano”, la Galleria Vittorio Emanuele II.

DOMENICA 20 NOVEMBRE 2016

Programma

Ore 16.00 Ci ritroviamo a Milano, davanti alla Porta Centrale del Duomo.

Ore 16.30 Iniziamo la visita guidata sui camminamenti della Galleria Vittorio Emanuele II.
151 anni fa e precisamente il 7 Marzo 1865, sotto la pioggia e neve a larghe falde, ebbe luogo la cerimonia della posa della prima pietra alla presenza del Re, Sua Maestà Vittorio Emanuele II, a cui la grandiosa opera era stata dedicata. Il suo autore fu l’architetto bolognese Giuseppe Mengoni, che qui, sfortunatamente trovò la morte.
Scopriamo la storia e le curiosità di questo capolavoro, importante cantiere ottocentesco che ha completamente ridefinito il volto e il ruolo di Milano.
Lungo il cammino, sospeso a 36 metri di altezza, ammireremo la città, perchè, in fondo, “Milan l’è on gran Milan”.

Scendiamo poi per una passeggiata in Galleria, per ammirare le sue decorazioni, tirate a lucido dal recente restauro: dall’alto ci guardano cariatidi, grottesche, i quattro continenti … dal basso gli stemmi dei Savoia, delle città che nella storia sono state capitali d’Italia e ovviamente il famoso toro portafortuna. Scopriamo aneddoti e curiosità sui locali storici che, allora come oggi, sono l’anima della Galleria. Biffi, Savini e il famoso Campari, luoghi che hanno visto sfilare ospiti illustri come Maria Callas, Luchino Visconti, Charlie Chaplin, Totò, Grace Kelly.

Ore 18.00 circa Fine dei servizi

TARIFFE

Adulti – 19 euro
Bambini dai 5 ai 12 anni – 11 euro
Bambini fino ai 5 anni: gratuito

La quota comprende: salita sui camminamenti della Galleria Vittorio Emanuele II, sistema di microfonaggio, visita a cura di una guida turistica abilitata.

Iscrizione obbligatoria, con pagamento anticipato, entro martedì 15 novembre 2016.

Per informazioni e iscrizioni:
Elisa Zanoni
Guida Turistica e Accompagnatore Turistico

M +39 349 83 93 984
elysa.zanoni@gmail.com

 

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