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parole che rotolano, immagini che catturano, luoghi da conoscere, emozioni da vivere…

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L’Ultima Cena di Leonardo e la chiesa di Santa Maria delle Grazie

Cari Amici,
elysArte riprende le sue visite guidate con una marcia in più, quella di essere mamma!

Insieme visiteremo l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Quando?

👉🏻 Giovedì 21 novembre 2019, ore 15.00

👉🏻 Martedì 17 dicembre 2019, ore 14:30

👉🏻 Venerdì 31 gennaio 2020, ore 16:30

Durata: 1 ora circa
Tutti i dettagli nelle locandine 😉

Un caro saluto e un abbraccio 🤗
elysArte

Domenica 14 aprile 2019 ~ LA CANONICA di Bernate Ticino

Cari Amici,
elysArte vi porta a casa sua per una visita guidata alla Canonica di Bernate Ticino 😉

👉🏻 Domenica 14 aprile 2019, ore 15.30

Tutti i dettagli nella locandina 😉
elysArte

 

L’Ultima Cena di Leonardo e la chiesa di Santa Maria delle Grazie 2019

 

L’Ultima Cena, denominata anche “Cenacolo Vinciano”, è una delle maggiori opere eseguite da Leonardo Da Vinci, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Nell’ambito di un vasto programma di lavori voluto da Ludovico il Moro, Leonardo riceve tra il 1494 e il 1495 l’incarico di decorare la sala del refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie con la raffigurazione dell’Ultima Cena.

Il tema era stato già indagato da altri artisti, ma Leonardo, a differenza dei suoi predecessori, sceglie di rappresentare il momento immediatamente successivo al terribile annuncio del tradimento, quando, tra lo sbigottimento generale, gli Apostoli si interrogano su quanto sta per avvenire. “Uno di voi mi tradirà”: con queste parole Gesù getta scompiglio tra i Dodici scatenando un dialogo che Leonardo raffigura sapientemente attraverso la posizione dei corpi e delle mani la cui gestualità loquace collega un gruppo all’altro. La scena, drammatica e coinvolgente, è intrisa di emozioni quali incredulità, inquietudine, paura, sospetto; ciò che risulta dominante è la magistrale rappresentazione della complessa psicologia dei personaggi che reagiscono allo stesso evento in modi diversi, in ragione del proprio temperamento.

Non perdete l’occasione di scoprire questo meraviglioso capolavoro insieme a una guida turistica abilitata che vi mostrerà l’Ultima Cena e la Basilica di Santa Maria delle Grazie.

Quando?

Mercoledì 16 gennaio 2019, ore 14.30

Martedì 29 gennaio 2019, ore 14.30

Giovedì 7 febbraio 2019, ore 10.15

Mercoledì 20 febbraio 2019, ore 10.15

Giovedì 14 marzo 2019, ore 14.45

Posti limitati!!!

Per maggiori informazioni contattatemi!
ELISA ZANONI
E-mail: elysa.zanoni@gmail.com
Phone: +39 349 8393984

Domenica 28 ottobre 2018 ~ I FANTASMI di Milano

Cari Amici,
il secondo appuntamento di ottobre è una visita guidata … spettrale! 👻👻👻
Una passeggiata per le vie della città alla ricerca dei Fantasmi di Milano!
👉🏻 Domenica 28 ottobre 2018, ore 15.00
I FANTASMI di Milano
👉🏻 Tutti i dettagli nella locandina 😉

 

Cari Amici,
settembre è tornato e con lui iniziano le visite guidate con elysArte! 😊
Primo appuntamento:
👉🏻 Domenica 23 settembre 2018, ore 16.30
LE TERRAZZE DEL DUOMO di Milano
👉🏻 Tutti i dettagli nella locandina 😉

 

Venerdì 16 marzo 2018 ~ Chiacchierata intorno alla mostra “DENTRO CARAVAGGIO”

Cari Amici di elysArte,
segnatevi questa iniziativa!
Una chiacchierata intorno alle opere e alla figura del grande Caravaggio.
Un’occasione per leggere insieme un po’ di Arte!
Vi aspetto!

Domenica 10 settembre 2017 ~ Alla scoperta del popolo di pietra!

Una speciale visita guidata dedicata ai grandi e ai più piccoli per
conoscere la Bellezza vicina di casa e perchè no … anche divertirci!

Camminando in mezzo ad un vero e proprio popolo di pietra piantato tanti anni fa
nel cuore della città, ripercorreremo la storia del Domm de Milan e scopriremo insieme
dettagli e personaggi nascosti tra le splendide venature bianco-rosate di quel marmo
che da oltre 600 anni sostiene l’anima della cattedrale.

Programma

Ore 15.30. Ci incontriamo a Milano, in Piazza Duomo 14/A presso l’ingresso della Biglietteria Centrale, (fianco destro della cattedrale). Ci spostiamo per la salita in ascensore sulle Terrazze e iniziare insieme la visita guidata. Durata della visita guidata: 1 ora circa.

Ore 17.00 circa Fine dei servizi

TARIFFE

Adulti: 19 euro
Bambini dai 6 ai 12 anni: 9 euro
Bambini fino ai 6 anni: gratuito

Per i bambini fino ai 6 anni e dai 6 ai 12 anni è richiesta documentazione
La quota comprende: salita alle Terrazze in ascensore, materiale didattico, visita guidata

Numero massimo di partecipanti: 25 pax

Iscrizioni valide fino ad esaurimento posti disponibili

Per informazioni e iscrizioni:

Elisa Zanoni, Guida e Accompagnatore Turistico
M +39 349 83 93 984 – elysa.zanoni@gmail.comhttp://www.elysarte.com

Impressioni

Sapete qual è il sogno più bello di una guida turistica?

Vedere l’Arte trasformarsi in realtà.

L’ho studiata sui libri, l’ho ammirata in musei e mostre ma vedere l’Arte prendere vita, questa sì che è un’esperienza unica! E la cosa straordinaria è che non ho dovuto attraversare oceani, prendere treni o aerei. Questo miracolo è successo vicino a casa, a Somma Lombardo, alla diga del Panperduto.

Lo affermo sempre: cerchiamo l’oro lontano, ma il vero tesoro è più vicino di quanto pensiamo.

Adoro questi momenti, in cui un semplice pomeriggio in compagnia di buoni amici, si trasforma in una favola, una magia, che vorresti rivivere all’infinito.

Fremo ancora mentre scrivo questo racconto, sono euforica come una bambina quando apre un bel regalo.

Quando ho visitato la diga del Panperduto quasi un anno fa, mi sono iscritta alla Newsletter dal sito web www.panperduto.it. In fondo è un ottimo strumento per andare alla ricerca di esperienze ed eventi.

“Impressioni del Panperduto. Passeggiata tra natura e Impressionismo, incontrando gli artisti e l’atmosfera di quell’epoca” recita la locandina dell’evento di domenica 18 giugno. L’occasione è la prima Giornata Nazionale dei Piccoli Musei, che mira a celebrare questo luogo fatto di natura, architettura e storia qual è il Panperduto.

Mi sono subito detta: non posso mancare!

  

Così insieme a Stefano, Max, Laura, Mauro e la sua famiglia, siamo andati alla scoperta di questa bella iniziativa. Si parte con la visita guidata alla diga del Panperduto, condotta da Claudia Tramarin (che non-a-caso conosco) e poi grazie alla collaborazione con l’Associazione “Quelli del Sessantatre” di Somma Lombardo ecco che figuranti in costume ottocentesco si trasformano in veri e propri quadri viventi, riproponendo le opere dei maggiori esponenti dell’Impressionismo francese, artisti come Renoir, Van Gogh, Pissarro, Monet.

Subito inizio a scattare fotografie, fagocitata dalla Bellezza che mi avvolge. Insomma quelle persone, con i loro vestiti, i loro colori, le loro espressioni … insomma … sono dei veri e propri capolavori! Cioè, voglio dire, è una magia: e non si provano le sensazioni che si ascoltano di fronte ad un quadro, questa è un’emozione nuova, che non ho mai provato!

Perché la cosa straordinaria è che non siamo a Parigi, non c’è Van Gogh, i personaggi ritratti non parlano francese … eppure è tutto così … maledettamente reale, vivo, vero!

  

Sarei stata le ore ad ammirare tutta questa Bellezza, così genuina, così umana.

Questo è quello di cui ha bisogno il mondo. Pennellate di colore che emozionano. Persone che con il loro amore, la loro passione, la loro amicizia trasmettono questo colore. E in questo caso quel colore che è protagonista della pittura Impressionista. Quella pittura che si impasta con il molle respiro della natura, che ferma il mondo così come è colto dall’occhio e ne registra le impressioni … proprio come l’obiettivo della macchina fotografica!

Sì, perché è la fotografia, la cui invenzione si fa convenzionalmente risalire agli inizi del 1800, che contamina la pittura e proprio in queste contaminazioni si colloca il movimento Impressionista.

E se vi dicessi che nel 1874 la prima di una serie di otto esposizioni note come impressioniste si è svolta nello studio di un fotografo di nome Gaspard-Félix Tournachon, in arte Nadar?

Siamo tutti collegati.

Per la pittura impressionista è determinante dipingere en plein air, all’aria aperta, perché soltanto così, osservando le cose sotto una diretta luce naturale, si può arrivare ad una resa adeguata e non convenzionale del mondo reale così come effettivamente si vede.  L’occhio del pittore funziona come l’obiettivo fotografico: mira a un motivo, cioè a un soggetto naturale, molto spesso scelto per la complessità dei suoi effetti di luce e di ombra, e si sforza di coglierne con la massima precisione i valori cromatici, per restituirli nel modo più puntuale sulla tela.

Amici fotoamatori cosa ne pensate?

L’esperienza del plein air dimostra a Monet e agli artisti che lo seguono essenzialmente due cose: in natura i contorni non esistono; i colori delle cose si influenzano reciprocamente nelle parti in cui si trovano più vicini. L’applicazione di tali osservazioni si risolve in quadri molto confusi per chi era abituato a una pittura basata su un disegno che delimita nettamente i colori. Le ombre, inoltre, non sono più ottenute, come da consuetudine accademica, aggiungendo nero, cioè attraverso il chiaroscuro, ma accostando colori di diverso valore tonale.

Così nei dipinti di Claude Monet i soggetti passano in secondo piano rispetto alla maniera con la quale sono raffigurati. Al centro dell’interesse del pittore è il linguaggio, la maniera pittorica, volti a una composizione che da un punto di vista ottico corrisponda nel modo più oggettivo a quanto l’occhio ha effettivamente visto.

Insomma la pittura di Monet è la pittura della realtà: a lui interessa restituire con il mezzo specifico della pittura – il colore – la propria percezione fisica della realtà.

Nello studio del maestro accademico Charles Gleyre, Monet conosce un altro dei massimi esponenti dell’Impressionismo: Pierre-Auguste Renoir. Lui si diverte a collocare i suoi modelli sotto gli alberi, dove il sole, filtrando tra le foglie, li punteggia di macchie luminose. Lui studia la varietà di comportamenti dei suoi personaggi, le luci e i colori del luogo e le traduce sulla tela con linee curve, a spirale: il risultato è una pittura dolcemente chiazzata che crea un insieme offuscato, quasi liquido, di cangianti campi luminosi.

E poi … poi nel 1888 arriva a Parigi Vincent Van Gogh, l’artista maledetto che inizia a dipingere a soli 27 anni e muore suicidandosi 10 anni dopo, a 37 anni! 10 anni vissuti tra angoscia ed euforia, una carriera breve ma intensa. Intensa come i suoi colori che si trasformano per suscitare emozioni. Anche lui è interessato al significato umano di quello che rappresenta. E anche nei suoi dipinti ogni elemento appare fluttuante, vibrante, carico di energia, grazie ad una tecnica originale basata su pennellate turbinose e dense, colori intensi e contrastanti, deformazioni dei soggetti appositamente ricercate.

Bene, come sempre mi lascio trasportare dall’entusiasmo.

Starei le ore a scrivere ma è ora di ammirare!

Sapete cos’è la cosa straordinaria delle immagini che vedrete?

Se ascoltate bene, ancora oggi, come nel 1800, realtà, fotografia e pittura stanno chiacchierando, silenziose. Ascoltatele.

 

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