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“El Barchett el vaa!” – urla Giuseppe dal “Barchett” e scivoliamo lungo il Naviglio Grande, sfiorando le sue acque da Boffalora sopra Ticino a Milano.

Sono a Gaggiano e vedo il “Barchett di Boffalora” arrivare con Giuseppe che mi invita a salire “al volo”. Purtroppo ho rifiutato ma il caso ha voluto che incontrassi ancora Giuseppe e questa volta l’appuntamento è fissato. Salgo ufficialmente sul “Barchett de Boffalora”!

Un grande onore. Ho sempre lavorato come guida turistica sul Naviglio Grande ma ho sempre viaggiato sulle imbarcazioni “moderne”.

Vivere il Naviglio Grande dal “Barchett” è stata un’emozione affascinante, bellissima, unica.

Adoro questi momenti creati da quel sottile legame che esiste nella semplicità delle persone, mi affascina sempre l’idea di qualcosa di nuovo che accarezza la mia passione per i luoghi vicini a casa. Mi sento fortunata quando la vita mi regala esperienze come questa, così genuine e ricche di aria fresca.

Una sensazione di totale benessere mi avvolge e in questi momenti…è come toccare il cielo con la punta delle dita.

Il contesto

La mia avventura ha un “contesto turistico”, perché il viaggio del “Barchett” a Milano, nei venerdì dei mesi di luglio e settembre, si è svolto nell’ambito di un evento: Ossola in Expo.
Ossola in Expo è un’iniziativa organizzata dalla Città di Domodossola con l’obiettivo di promuovere l’Ossola e le sue Valli a Expo Milano 2015.
Gli eventi sono stati organizzati in collaborazione con Expo in Città presso la ex-Fornace sul Naviglio Pavese.
Io sono “capitata” venerdì 11 settembre nella giornata dedicata a “Il turismo in Val d’Ossola: una terra per la qualità della vita”.

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Così il mio viaggio si è colorato di volti e musiche, grazie ai gruppi folkloristici della Val d’Ossola e alle streghe di Croveo (frazione di Baceno).
Grazie al racconto di quest’ultime, ho scoperto che le streghe, legate a leggende, magia e tradizione, sono figure che la Valle Antigorio ha deciso di riscoprire e valorizzare.
A Baceno è nato, infatti, il “Comitato streghe” che lavora per approfondire la storia di quelle donne perseguitate durante l’Inquisizione e arse vive, sospettate di stregoneria perché conoscitrici delle erbe di montagna, oppure mogli e figlie di frontalieri che varcavano il confine per lavorare nella Svizzera calvinista di allora, o semplicemente perché dotate di una bellezza fuori dal comune. Il gruppo lavora nello specifico sulla valorizzazione della frazione antica Croveo, dove sono stati posizionati in modo permanente 14 totem nei vari punti d’interesse con la storia e le immagini visibili grazie a una applicazione.

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E ancora…si narra che in Ossola il luogo prediletto delle streghe fosse il monte Cistella dove, illuminate dalla luce della luna, queste donne, trasformate in gatte, volpi o bellissime fanciulle, danzavano scatenate fino alle prime luci dell’alba.

Adoro quando le “occasioni” che vivo si arricchiscono di queste interessanti scoperte che mi stimolano a visitare altri luoghi, la loro storia, la loro tradizione.

Torniamo a noi.

“EL BARCHETT DI BOFFALORA”

Il “Barchett” era la barca-corriera che trasportava sul Naviglio Grande passeggeri e merci diretti a Milano. Rimase in funzione dal 1645 al 1913.

Il viaggio da Boffalora a Milano (circa 40 km) durava dalle 5 alle 8 ore, con fermate a Robecco sul Naviglio, Abbiategrasso, Gaggiano e Porta Ticinese.

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Gli orari erano piuttosto approssimativi: la corriera arrivava “alle otto del mattino” e partiva “ad un’ora pomeridiana”. Per non rischiare di rimanere a terra, la gente si preparava sull’approdo diverse ore prima, oppure affollava le vicine osterie in attesa di sentire il richiamo del timoniere: “El vaa! El barchett el vaa!”

All’andata, l’imbarcazione si lasciava trasportare dalla corrente. Al ritorno invece, per risalire il canale, si faceva trainare da un cavallo (sostituito successivamente da un trattore). Il viaggio era allietato da personaggi come “el torototela”, un cantastorie che si accompagnava con uno strumento monocorde e “quel de la riffa”, che cercava di coinvolgere i passeggeri in una lotteria.

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Il costo del viaggio, secondo un tariffario del 1823, era di 43 centesimi per i passeggeri (circa un quarto del salario di un operaio del tempo) e di 5 per le merci.

Il ricordo del “Barchett” è giunto fino a noi grazie a Carlo Righetti, in arte Cletto Arrighi,  poeta milanese della corrente della Scapigliatura, che nel 1870 lo rese protagonista di una commedia intitolata appunto “El barchett de Boffalora”.

Dopo il fiasco iniziale, la commedia divenne, con oltre quattrocento repliche, la più rappresentata in assoluto del Teatro Milanese, diventando il cavallo di battaglia di Edoardo Ferravilla, grande interprete del teatro milanese e attore molto popolare.

Dopo vari tentativi per costruire una replica di tale imbarcazione, fu solo nel 1998 che il progetto si è concretizzato. Grazie all’impegno e il fattivo contributo di privati, dell’Amministrazione Comunale di Boffalora sopra Ticino, della Provincia di Milano e soprattutto grazie all’Associazione Storica “La Piarda”, costituita nel 1990 per diffondere la ricerca storica locale, di cui Ermanno Tunesi ne è l’instancabile promotore, il “Barchett” solca ancora le acque del Naviglio, grazie ad una meritevole e rigorosa ricostruzione.

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Nel 2013 si è voluto ricordare il Centenario dell’ultimo viaggio del “Barchett” a Milano avvenuto nella primavera del 1913, prima della sua soppressione per evidenti difficoltà economiche a causa delle emergenti linee tramviarie.

Altre caratteristiche…da “Barchett”

Costruita in rovere, la barca corriera doveva essere lunga 17,5 metri e non larga non più di di 2,90 metri, priva di sporgenze esterne per non danneggiare le sponde. Il fondo era piatto, anche se il Regolamento del 26 novembre 1822 disponeva che per il terzo anteriore “le sponde concorrendo a congiungersi fra loro costituirebbero la prora, allo scopo d’incontrare minor resistenza nel movimento”.

La parte destinata ai passeggeri (il casello) non doveva occupare più di un terzo della lunghezza dello scafo, essere dotata di 40 posti a sedere su panche fisse trasversali; altezza massima 2,35 m, ai fianchi almeno 1,62, con l’eventuale copertura in legno dolce, con timone a pala. La velocità massima raggiunta era vicina ai 20 km, soprattutto in un paio di rapide, che, anche se non pericolose, imprimevano un’andatura di tutto rispetto.

Concludo con il ritornello di una canzone, di cui conservo onorata una copia cartacea, intitolata semplicemente “Il Barchetto di Boffalora”.

Sul barchetto di Boffalora
si fa il giro del mondo in un’ora
caricando il motorino
con fiaschetti di buon vino!

Con il “Barchett” vi regalo solo un assaggio di tutta quella meravigliosa storia legata al Naviglio Grande e ai paesi che vi si affacciano, con suggestivi scorci e romantiche atmosfere: dalle foglie colorate degli alberi che si specchiano nelle sue acque in autunno, alla neve che come un soffice tappeto ricopre l’alzaia, alle robinie in fiore in primavera e ai brillanti colori dell’estate.

Non solo. Borghi carichi di storia e cultura, ville nobiliari e antiche leggende, artisti e pescatori…

Un mosaico perfetto, un’armonia che ti avvolge e ti fa sentire…sempre a casa.

Per maggiori informazioni e saperne di più…

StoriaBoffaloraSopraTicino

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Credits

Associazione Storica “La Piarda”, Boffalora sopra Ticino – Google – Ossola in Expo

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