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Ho frequentato la Scuola Media a Cuggiono, un paese distante qualche chilometro da Bernate Ticino. Prima di svoltare a sinistra nella via della scuola, costeggiavo un muro fatto di mattoni e ciottoli del Fiume Ticino, dal quale sbucavano molti alberi.

Una volta, con le amiche di scuola, sono entrata in un grande parco. Uno dei pochi ricordi che conservo di quel momento, oltre alla giornata nuvolosa e ad un tempietto, è la fama degli attenti e ligi guardaparco che gironzolavano in bicicletta, controllando che fosse tutto a posto.

Riguardando delle vecchie foto di famiglia, ritrovo quel tempietto, insieme ad un laghetto e qualche cigno e solo in quel momento capisco che si tratta sempre dello stesso luogo.

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Nel 2010 inizia la mia avventura a Cuggiono ed entro a far parte del Gruppo Guide Culturali Locali di Cuggiono.

Nel 2016 mi ritrovo a partecipare alla 24° Edizione delle Giornate FAI di Primavera e con ben 2500 visitatori si può dire che…abbiamo fatto il botto!

Bene, cosa dite, conosciamo meglio Cuggiono?

Partiamo da quel benedetto parco.
Quel Parco fa parte di un complesso ben più ampio: Villa Annoni.

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Villa Annoni a Cuggiono è un complesso gentilizio, neoclassico settecentesco, con residenza padronale e Parco di 23 ettari, secondo in Lombardia solo a quello di Villa Reale a Monza, considerando quelli cintati. Considerando che il Parco di Monza è il quarto recintato più grande d’Europa, direi che non siamo piazzati male in classifica.

La storia di Villa Annoni iniziò verso la fine del ‘700 quando il conte Gian Pietro Annoni acquistò i primi terreni nel Comune di Cuggiono Maggiore, con il probabile obiettivo di ampliarli attraverso la realizzazione di una grande tenuta agricola, all’interno della quale costruire una villa come dimora di campagna e residenza estiva. Alla morte del conte, nel 1796, fu il figlio Alessandro Annoni a continuare il progetto del padre, proseguendo nella costruzione della villa e del parco all’interno della vasta tenuta agricola paterna. Il progetto di costruzione della villa con il relativo parco fu commissionato e inizialmente progettato dall’architetto Leopoldo Pollack. Direi che un Pollack per Cuggiono non è da poco: costui, infatti, non era altro che l’allievo preferito dell’architetto neoclassico Giuseppe Piermarini il quale gli passò l’incarico, nel 1790, di costruire Villa Reale a Milano.

Il Pollack tuttavia non poté vedere terminato il progetto perché morì improvvisamente nel 1806. Pur con tutto l’impegno messo in campo dal figlio, Giuseppe Pollack, per poter terminare l’opera del padre Leopoldo, il “passaggio di consegne” dei lavori di Villa Annoni fu affidato all’architetto e abate genovese Giuseppe Zanoia che a sua volta lo portò a termine nel 1809.

Il parco venne progettato unitariamente al complesso edilizio e realizzato tra il 1819 e il 1825, anno della morte del Conte Alessandro Annoni.

Saranno la moglie, Leopoldina Cicogna e l’unico figlio del conte, Francesco Annoni, ad occuparsi della gestione del parco. Costui, noto per essere stato molto attivo nel panorama dei moti risorgimentali (partecipò alle Cinque Giornate) si sposò con Chiara Severina Longo in età avanzata (1867) e, d’accordo con la stessa, Francesco ottenne di riconoscere come figlio naturale Aldo Cassia Ferri (1831-1900), che divenne poi Aldo Annoni e a cui passò la proprietà del complesso alla morte del padre Francesco.  Non avendo discendenti diretti da Aldo Annoni, la villa passò ad un suo cugino, Giampietro Cicogna Mozzoni. I Cicogna abitarono saltuariamente la villa fino al 1947 quando la vendettero al Senatore Pietro Bellora, industriale Gallaratese, che fece della villa la sua residenza definitiva.

Nel 1979 il complesso fu acquisito dal Comune di Cuggiono che dal 2007, dopo un importante restauro conservativo dell’immobile e degli affreschi, ha sede in alcune parti ristrutturate del primo piano e di un’ala laterale del Palazzo.

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La villa ripropone l’usuale schema a “U” tipico delle residenze di campagna della nobiltà lombarda, soprattutto tra il XVII e il XIX secolo, con una parte centrale rialzata rispetto alle laterali. Dal cortile d’onore verso strada della Villa, una breve scalinata, due leoni araldici e colonne doriche trabeate immettono nell’ampio vestibolo, in origine spazio aperto, oggi difeso da una pregevole cancellata in ferro battuto.

E’ da precisare che le sale interne al piano terra della villa non sono aperte al pubblico, se non in occasione di eventi e mostre. Quelle al primo piano sono invece occupate, come già indicato, dagli uffici comunali. Per le decorazioni interne di villa Annoni, che riproducono scene mitologiche e motivi decorativi ispirati ai più puri stilemi dell’arte neoclassica, il conte Alessandro Annoni si appellò ad artisti di un certo livello, quali Giuseppe Lavelli, che ricevette anche un elogio per le opere eseguite a Cuggiono dal segretario dell’Accademia di Belle Arti di Brera, Giuseppe Bossi, e Giacomo Cambiasi.

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Il Parco. Il Parco di Villa Annoni è esempio significativo del neoclassicismo nell’arte dei giardini. La sua realizzazione, nell’odierna dimensione, fu sicuramente più tarda (1819-1820) rispetto alla Villa, perché più laboriosa e prolungata nel tempo l’acquisizione dei terreni dalle rispettive proprietà. Probabilmente fu lo stesso Zanoia a disegnare il Parco o darne indicazioni. Però questi morì nel 1817. L’ipotesi è che sia stato l’Annoni a portare a compimento le proposte dell’architetto.

La piantumazione originaria fu alquanto compromessa per lo stanziamento, durato alcuni mesi negli anni 1848-1849, di oltre 300 soldati austriaci con cavalli e carri. Successivamente fu di nuovo piantumato e arricchito con piante esotiche o tipiche delle nostre zone.

E’ doveroso ricordare che il Parco di Villa Annoni è stato oggetto di un importante progetto di recupero elaborato dal Parco Lombardo della Valle del Ticino tra il 1999 ed il 2000, iniziato nel 2002 e completato nel 2003.

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Il Parco ha la classica impostazione del Settecento inglese, in cui il “giardino pittorico” e campi coltivati si integrano in un’unica estetica del paesaggio. A supporto, anche la presenza di elementi architettonici, legati alla caccia (Casa dei daini e Casa dei caprioli) o “di capriccio”: il tempietto ionico, la grotta, il laghetto artificiale, la coffee house.

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Il tempietto ionico, con otto colonne di arenaria poggiate su basamento di granito rosa, chiude il lungo cannocchiale prospettico che si  presenta con una prima immagine straordinaria agli occhi del visitatore. Sul cippo all’interno, il busto in marmo, datato 1827, di Alessandro Annoni, commissionato allo scultore Gaetano Monti dalla moglie Leopoldina Cicogna e dal figlio Francesco, dopo la morte del conte nel 1825.

La coffee house nei pressi del laghetto è un elemento spesso presente nell’arredo dei parchi e giardini storici: una sorta di chalet in mattoni utilizzato come luogo di relax e di svago. Le pareti interne sono decorate a grottesche.

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Oltre al parco romantico all’inglese è presente un giardino all’italiana con una collezione di rose storiche e meli cotogno; il giardino è caratterizzato da disegni geometrici di siepi di bosso, ai cui lati sono stati piantati carpini a protezione delle intemperie.

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La materia vegetale è abbondante, soprattutto nella zona a giardino, in cui si contano più di 160 specie arboree, tra cui alberi e arbusti, spoglianti e sempreverdi. In prevalenza ci sono querce, aceri, robinie e carpini, si segnalano poi degli ailanti, delle ginkgo biloba (i famosi fossili viventi), dei rari meli da fiore (prunus serrulata), degli osmanti e dei lauri portoghesi.

Di tutto questa abbondanza è doveroso ricordare alcuni dei più antichi “colossi” messi a dimora nel parco. Primo fra tutti il Cedro del Libano alto 24 metri e con una circonferenza di 5,50 metri, tutelato come Albero Monumentale; piantato probabilmente nel 1809, vanta più di 200 anni! L’acero Japonicum di Villa Annoni vanta un secolo di vita e pare essere uno dei più antichi piantati in Italia insieme ad un altro suo “fratello” nella Reggia di Caserta.

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L’offerta vegetale si completa con un vigneto tradizionale, uno sperimentale e con un piccolo vigneto da cui annualmente è possibile produrre circa cento bottiglie di un vino locale tipico chiamato “baragiö”.

Adoro camminare in questo parco dove la natura ti stupisce, semplicemente.

Dove tutto si trasforma con il passare delle stagioni e dove la tavolozza di colori che sembra colare sulle piante, sui fiori, sul morbido tappeto verde del prato, sembra avvolgerti in un caloroso abbraccio. Se ascolti bene, in silenzio, puoi sentire il respiro della terra sulla quale è nato questo meraviglioso luogo incantato, ascoltarne la voce, assaporarne il profumo.

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Cuggiono però non è solo Villa Annoni ma anche molto altro.

Dal chiostro della villa si accede ad un altro luogo, il Museo Storico Civico Cuggionese, che occupa il corpo laterale destro della residenza, negli stessi locali che erano un tempo ad uso della servitù. In questo luogo verrete catturati dalle avvincenti ed appassionate spiegazioni degli Amici del Museo che riescono straordinariamente a portarti indietro nel tempo e farti comprendere l’importanza della Storia, quella con la S maiuscola, riconoscerne il vero valore che occupa nella società, nelle tradizioni e nella cultura del nostro tempo. 15 sale per oltre 2.500 oggetti, tutti accuratamente catalogati: un excursus che parte dagli attrezzi da lavoro e continua con documenti e oggetti legati alle guerre, all’importante fenomeno dell’emigrazione, all’attività in campo associativo e non ultime le testimonianze del sorgere e dello svilupparsi delle prime forme di previdenza e assistenza sociale.

Potrete anche ammirare la vera Cucina della Villa, con un curioso e singolare girarrosto a contrappeso, dove si preparavano le pietanze che venivano servite ai conti. Altro pezzo da non perdere: l’Autobotte. Autocarro FIAT 18 BL, tuttora funzionante, costruito nel 1915 dal Comune di Cuggiono, trasformato in autobotte ed aggregato al distaccamento dei Vigili del Fuoco di Milano dove contribuì a spegnere numerosi incendi innescati dai bombardamenti. In Italia di questo modello ne sono rimasti solo tre!

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Dal complesso di Villa Annoni entriamo nel tessuto urbano di Cuggiono e scopriamo la Chiesa di San Giorgio, la Chiesa di San Rocco, gli antichi stemmi delle casate che furono feudatari di Cuggiono: i Piantanida e i Clerici. C’è anche un interessante “percorso” fotografico: lungo le vie del paese, infatti, potrete incontrate alcuni pannelli fotografici, realizzati dal Collettivo Talpa di Cuggiono, che riproducono attraverso l’originale accostamento a colori/bianco-nero una Cuggiono “com’è” e una Cuggiono “com’era” per capire meglio i cambiamenti che hanno interessato il paese e avere l’opportunità di scorgere alcuni monumenti che oggi non esistono più.

In Via San Rocco, 48 troverete una piccola chiesa, oggi sconsacrata, Santa Maria in Braida. Dal 2007 grazie all’Ecoistituto della Valle del Ticino, questo piccolo angolo di storia del paese è tornato a nuova vita, diventando un importante luogo di incontro culturale per i cittadini e le associazioni.

A 2 km circa di distanza da Cuggiono si trova la tranquilla e pittoresca frazione di Castelletto che si specchia nelle morbide acque del Naviglio Grande di cui vi racconterò in un’altra puntata.

Non dimentichiamo…la tradizione.

Sì perché l’aspetto più bello di tutte queste realtà dell’hinterland milanese è proprio la tradizione. Quei momenti in cui le persone si riuniscono per condividere un semplice ma vivo momento di festa, quei momenti in cui, anche se non abiti in quel luogo, lo senti, lo condividi e ti emozioni.

Vediamo allora di fare una breve lista di alcuni degli appuntamenti da non perdere a Cuggiono e Castelletto.

Nel mese di gennaio l’appuntamento è con il tradizionale Falò di Sant’Antonio nella frazione di Castelletto. Ad aprile la Primavera pervade Cuggiono con la Festa di Primavera: bancarelle per le vie del paese, visite guidate nel parco e mostre in Villa. A giugno l’incontro è doppio: nella frazione di Castelletto si svolge il “Camminarmangiando”, passeggiata enogastronomica per le vie del borgo; a Cuggiono arriva la Festa del Solstizio d’Estate con eventi culturali, mercatino e la “Lucciolata”, ovvero la visita nel Parco di Villa Annoni di sera, alla ricerca delle lucciole! A settembre si tiene la “Sagra del Baragioeu” insieme agli Amici del Museo con mostre e degustazioni,  e “Essere Terra. Giornata del Biologico e dell’agricoltura contadina”; a ottobre la Festa “W il Parco” con pranzo e visite guidate. L’anno si chiude a dicembre con la discesa dei Babbi Natale a Castelletto di Cuggiono!

Per maggiori informazioni e saperne di più…

GuideCulturaliLocaliCuggiono

Comune di Cuggiono

MuseoStoricoCivicoCuggionese

EcoistitutoDellaValleDelTicino

Pictures

 

Credits

Comune di Cuggiono, Villa Annoni Cuggiono, Cuggiono 2015

Giovanni Visconti (a cura di), Cuggiono la sua storia. Museo Storico Civico Cuggionese e Comune di Cuggiono, Cuggiono, 2009

Per le foto ringrazio: Roberto Oldani, gli Amici del Museo Storico Civico Cuggionese e l’Associazione “La Piarda”.

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